Bandiere e tortelli

Ci sono momenti dove mi dico che dovremmo sempre viaggiare con una buona macchina fotografica al seguito. “Fermiamoci a fare una foto” – ricordo ancora la voce entusiasta di mio padre mentre ferma la nostra carovana che arranca sul fianco di un monte per obbligare tutti quanti ad un sorriso di fronte all’obiettivo, sorriso che finiva sempre per nascondere una rabbia celata: “tutta questa fatica merita davvero una foto?! Non credo proprio!”

 

Ma questa volta è diverso. Guardo con ammirazione la facciata dello stand ristorante. Con esili canne e nastro bicolore sono state create tante corsie che portano alle rispettive porzioni del lungo bancone contrassegnate dalla specifica bandiera nazionale. A partire da destra leggo (se la memoria non m’inganna, nel caso perdonatemi): Congo – Tailandia – Albania – Marocco… per finire con l’Italia ed una nuova versione della nostra bandiera: il tricolore sormontato da tre grossi tortelli giallo limone.

 

Il susseguirsi dei cartelloni che vanno ad identificare le rispettive corsie è un arcobaleno di bandiere, ma non è quella l’immagine che vorrei fotografare – se solo avessi una macchina fotografica con me ovviamente! – è quello che sta dietro che mi riempie l’animo di una strana gioia, di una sensazione di pace universale, come se tutto in quel momento trovasse il posto giusto.

 

Dietro il bancone si stende una gigantesca “cucina da campo”. Questo è normale. Una delle principali attrattive della Festa dei Popoli di Collecchio – 17 edizioni ad oggi! – è quella di poter scegliere tra una delle tante cucine etniche provenienti da tutto il mondo. E’ ovvio che deve esserci una cucina! Ma è il formicaio che si muove dietro il bancone ad attirare la mia attenzione.

“Non c’è paura, perché c’è conoscenza. C’è solo la banale, liberatoria, infantile - perchè i bambini lo sanno fin dalla nascita per poi dimenticarselo per colpa dei grandi - consapevolezza che siamo tutti dannatamente meravigliosamente identici…”

Sono soprattutto donne. Tante e indaffarate. Sembrano tante piccole formiche che si muovono avanti e indietro passando da una lavandino ad un fornello. Sono tutte uguali eppure tutte differenti. Vedi la donna musulmana che cucina con l’elegante velo a coprirle il capo accanto alla ragazza filippina dalla pelle abbronzata che passa un caspo di insalata ad un’alta e bellissima – Dio quanto bella! – ragazza etiope i cui gesti possiedono la regalità di una principessa del deserto. Su tutto squilla la voce nasale di una grossa signora emiliana – i capelli biondi cotonati ed il petto abbondante – che annuncia con forte accento emiliano: “I tortelli sono pronti!”.

 

Bello, bello! Un’immagine bellissima, emozionante, esaltante. Uniti dal cibo, diversi nelle mille declinazioni che lo stesso può avere in tante parti differenti del mondo, uomini e donne sono fratelli e sorelle in questo momento. E non ci sono divisioni, non c’è razzismo, non ci sono cori da stadio, non ci sono partiti e patetici, ignobili, ottusi programmi politici che sulla paura xenofoba del diverso fondano il loro stesso esistere. Non c’è paura, perchè c’è conoscenza. C’è solo la banale, liberatoria, infantile – perchè i bambini lo sanno fin dalla nascita per poi dimenticarselo per colpa dei grandi – consapevolezza che siamo tutti dannatamente meravigliosamente identici!

 

Questa sera c’è solo un arcobaleno di bandiere ed un secondo arcobaleno sui toni terra della pelle: bianca, nera, rossa, gialla, e poi rosa, rosellino, marroncino, nero carbone, caramella-mou, miele, castagna, cioccolato al latte, cioccolato fondente, nutella…

 

Ed io non ho la macchina fotografica! C***o!

 

Marco Cortesi

<p>Marco Cortesi è attore e regista. Diplomato presso l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, sviluppa la sua produzione teatrale come attore monologante di teatro civile alternando il lavoro come autore e attore in tv (con il programma “Testimoni” per Rai Storia da lui ideato e interpretato). Tra i suoi lavori teatrali, nati da un’attenta indagine d’inchiesta, “Le donne di Pola”, monologo sulla guerra nella Ex- Jugoslavia con oltre 350 repliche, un libro ed un DVD, “L’Esecutore”, un documentario-teatrale in formato Libro+DVD sull’ultimo boia di Francia, scritto da Paolo Cortesi e liberamente ispirato ad una storia vera (Infinito Edizioni) e “La Scelta”, quattro storie vere dal conflitto di Bosnia basato sul libro “I Giusti nel Tempo del Male” della Dott.ssa Svetlana Broz (Ed. Erickson) ora un libro+DVD per Edizioni Erickson. E’ inoltre autore e interprete dello spettacolo “Rwanda”, monologo-testimonianza sulle vicende del genocidio rwandese. E’ coautore e interprete del film “Rwanda”, trasposizione cinematografica dell’omonimo spettacolo teatrale. Il suo ultimo spettacolo “Die Mauer – Il Muro” sulla storia del Muro di Berlino è ora in lavorazione.</p>

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