Centenario della Grande Guerra

Che cosa mai potrebbe legare la Prima Guerra Mondiale alla Guerra della Ex-Jugoslavia degli anni 1991 – 1995? Quasi un secolo separa i due conflitti eppure un sottile filo conduttore esiste ed è quello che abbiamo messo al servizio degli amici Alpini e soprattutto di Docenti Senza Frontiere.

 

1914-1918: ogni 100 cadaveri 90 sono soldati ed è così – dice qualcuno – che è giusto che sia. Solo un 10% è rappresentato da civili. “In una guerra donne e bambini non dovrebbero morirci”. Gli anni passano e le cose cambiano. Lo fanno drasticamente. 67% di vittime civili è il nuovo conteggio per i 55 milioni di morti della Seconda Guerra Mondiale (nella prima erano stati una dozzina). Arriva il Vietnam e tutti i piccoli e sanguinosi conflitti della Guerra Fredda. Il cambio di rotta non si interrompe. Immaginate una enorme, gigantesca bilancia i cui piatti vanno muovendosi fino a scambiarsi di posizione.

 

Immaginate una gigantesca bilancia i cui piatti vanno muovendosi fino a scambiarsi di posizione.

 

1995: eccoci a Sarajevo dove semplicemente le cifre si invertono come una scritta allo specchio. Prendi 100 cadaveri: 10 saranno i militari deceduti e 90 saranno i civili, uomini, donne, anziani e bambini. Chiamalo “progresso”… Chiamala “civilità”… Cinismo a parte, in una guerra oggi rispetto a 100 anni fa il target numero uno, l’obbiettivo primario (e non parliamo di mero terrorismo) sono i civili. Ha ragione quindi chi afferma in sostanza che ogni guerra oggi nel mondo è in buona sostanza un piccolo, costante episodio di genocidio. Prima Guerra Mondiale e Bosnia unite da un sottile filo rosso: due guerre, due pagine assurde e vergognose della storia umana (come ogni conflitto), ma nella loro assurdità capaci di raccontarci un dettaglio inquietante e sinistro.

 

Ma per fortuna c’è anche chi non vuole voltare il viso dall’altra parte! Non solo gli Alpini, ma soprattutto gli instancabili amici di Docenti Senza Frontiere hanno deciso che educare alla pace è la cosa più preziosa che esista. Ci hanno permesso di essere al loro fianco e per questo saremo loro sempre grati!

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Marco Cortesi

<p>Marco Cortesi è attore e regista. Diplomato presso l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, sviluppa la sua produzione teatrale come attore monologante di teatro civile alternando il lavoro come autore e attore in tv (con il programma “Testimoni” per Rai Storia da lui ideato e interpretato). Tra i suoi lavori teatrali, nati da un’attenta indagine d’inchiesta, “Le donne di Pola”, monologo sulla guerra nella Ex- Jugoslavia con oltre 350 repliche, un libro ed un DVD, “L’Esecutore”, un documentario-teatrale in formato Libro+DVD sull’ultimo boia di Francia, scritto da Paolo Cortesi e liberamente ispirato ad una storia vera (Infinito Edizioni) e “La Scelta”, quattro storie vere dal conflitto di Bosnia basato sul libro “I Giusti nel Tempo del Male” della Dott.ssa Svetlana Broz (Ed. Erickson) ora un libro+DVD per Edizioni Erickson. E’ inoltre autore e interprete dello spettacolo “Rwanda”, monologo-testimonianza sulle vicende del genocidio rwandese. E’ coautore e interprete del film “Rwanda”, trasposizione cinematografica dell’omonimo spettacolo teatrale. Il suo ultimo spettacolo “Die Mauer – Il Muro” sulla storia del Muro di Berlino è ora in lavorazione.</p>

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