Croce Rossa

“E’ difficile far capire alla gente che siamo solo volontari” – una piccola vena di sconforto, un’ombra di pacata tristezza pervade le parole di Giorgia. E’ in Croce Rossa da parecchi anni ormai eppure credo che quanto mi racconta a voce bassa sia qualcosa che un po’ la punge sul vivo. Continua a farlo. Non solo lei, ma anche tutti i suoi colleghi accomunati dalla stessa uniforme rossa con la nota croce color sangue su sfondo bianco annuiscono davanti a questa constatazione. “E’ difficile far capire alla gente che lo facciamo semplicemente perché lo vogliamo. Credono che qualcuno ci paghi per quanto facciamo”.

 

Questi tre giorni passati insieme alla Croce Rossa di Folgaria sono stati belli, vivi, interessantissimi e stranamente angoscianti… Le persone incontrate sono meravigliose, ricche di esperienze e generose. Sono i loro racconti ad angosciarti, i racconti di chi passa molte ore tutti i giorni a prestare il proprio servizio a favore degli altri. Di fronte alle loro parole una vocina dentro di me sussurra: “Io mai. Io non ci riuscirò mai e poi mai”.

 

– Speri sempre che non si tratti di un codice rosso….
– Ricordo quella volta che la chiamata era per un bimbo di pochi mesi in arresto respiratorio. Non riuscivo a smettere di tremare.
– 16 anni… un ragazzino! E che fai?! Smetti di provarci?! Lo lasci andare?! Non puoi! Devi riuscire a rianimarlo! E’ il dopo che nessuno può raccontare! Che cosa davvero resta di lui?

 

Resto paralizzato ad ascoltare i racconti di Giuliano. Buono come il pane e coraggioso come un leone senza doverlo far vedere. Mi chiedo che cosa spinga tutta questa gente (alcuni hanno 20, 40, 60 anche 70 anni) a dedicare le loro giornate (e migliaia di ore) agli altri.

“Le persone incontrate sono meravigliose, ricche di esperienze e generose. Sono i loro racconti ad angosciarti, i racconti di chi passa molte ore tutti i giorni a prestare il proprio servizio a favore degli altri…”

Sono le due del mattino. Abbiamo terminato lo spettacolo, smontato, cenato, riso e parlato fino a tardi con i nostri amici in uniforme rossa. Il vino di queste vallate è traditore. Scende che quasi non lo senti e poi ti colpisce alle spalle. Tutti ridono mentre Sergio racconta le strane peripezie della sua vita da postino… Ci alziamo contenti e stanchissimi. E’ come se il tuo cervello conservasse solo quella minima capacità di calcolo per permettere al tuo corpo di arrivare fino al letto più vicino e cadere in un sonno profondo.

 

Torniamo alla sede della Croce Rossa dove siamo ospiti.
Mentre ci avviciniamo alla porta d’ingresso mi rivolgo a Mara: “Facciamo piano! Staranno tutti dormendo…”

 

E invece no.
Sono in pochi a dormire.

 

Qualcuno deve stare sveglio ogni ora, ogni notte. L’ambulanza è pronta e la squadra “di prima” (l’equipaggio destinato a partire nel caso di una emergenza) è pronto.
“Come fai a dormire davvero?” – mi raccontava un amico di Padova. “Tieni gli occhi chiusi e quando chiama la centrale speri sempre che il colore dell’emergenza non sia il rosso…”

 

Siete grandi! A voi la mia più profonda stima per quello che fate!
Grazie per continuare a vegliare su ognuno di noi, pronti a fare l’impossibile a volte pur di salvare una vita.

 

Dimenticavo! Cara Giorgia, di fronte alla vecchietta o al burino che ti apostrofa: “Chissà quanti bei soldini ti danno per star lì ad aspettare tutto il giorno!”, tu prendi un bel respiro e fai come Cesare, caro amico romano innamorato del Colosseo: apri il palmo destro, lo avvicini alla bocca e spingendo forte di diaframma pronuncia a voce alta la bella ed elegante frase (nella semplice poesia del latino più classico dei nostri antichi progenitori romani): “ma-anvedi-dannà-a-fan-culo”. Mi raccomando! Devi far sentire bene soprattutto le ultime due parole. Sono le più importanti!

Marco Cortesi

Marco Cortesi è attore e regista. Diplomato presso l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, sviluppa la sua produzione teatrale come attore monologante di teatro civile alternando il lavoro come autore e attore in tv (con il programma “Testimoni” per Rai Storia da lui ideato e interpretato). Tra i suoi lavori teatrali, nati da un’attenta indagine d’inchiesta, “Le donne di Pola”, monologo sulla guerra nella Ex- Jugoslavia con oltre 350 repliche, un libro ed un DVD, “L’Esecutore”, un documentario-teatrale in formato Libro+DVD sull’ultimo boia di Francia, scritto da Paolo Cortesi e liberamente ispirato ad una storia vera (Infinito Edizioni) e “La Scelta”, quattro storie vere dal conflitto di Bosnia basato sul libro “I Giusti nel Tempo del Male” della Dott.ssa Svetlana Broz (Ed. Erickson) ora un libro+DVD per Edizioni Erickson. E' inoltre autore e interprete dello spettacolo "Rwanda", monologo-testimonianza sulle vicende del genocidio rwandese. E' coautore e interprete del film "Rwanda", trasposizione cinematografica dell'omonimo spettacolo teatrale. Il suo ultimo spettacolo "Die Mauer - Il Muro" sulla storia del Muro di Berlino è ora in lavorazione.

No Comments

Post a Comment

X