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Due tonnellate?! Ma chi ve lo fa fare?

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Due tonnellate?! Ma chi ve lo fa fare?

Lo abbiamo scoperto durante la nostra ultima tournée in terra svizzera… Alla frontiera (vista l’uscita dall’Unione Europea) il nostro intero carico di attrezzature deve essere dichiarato e mentre i doganieri sul lato italiano sono generalmente più permissivi, quelli sul versante svizzero vogliono fare le cose per bene.

La dichiarazione deve essere corredata da un lungo elenco che presenta obbligatoriamente la descrizione di tutti gli articoli che trasporti con te, il loro valore commerciale e il loro peso.

Quanto pesa un cavo? Quanto pesa una cassa audio? Quanto pesa un microfono?

Così per una volta i nostri preparativi al viaggio sono stati differenti: il furgone attendeva vuoto di fronte al garage, mentre ogni articolo prima di essere caricato veniva accuratamente pesato e tale valore annotato su di un foglio di carta. Io pesavo, Mara scriveva.

È così che con nostra grande sorpresa abbiamo scoperto che il materiale che portiamo con noi ha un peso totale di 457 chilogrammi: quattro quintali e mezzo… e due persone, io e Mara, solitamente addette al carico e allo scarico.

Ovviamente il nostro elenco non è mai stato verificato… nel senso che nessuno ha mai effettivamente controllato che nel retro del nostro piccolo furgone rosso ci siano davvero quattro quintali di roba, ma il risultato di quella somma: “457 Kg” continua a rimanere con me. Ed è strano come alcune volte il Destino cerchi di inviarti un messaggio… anche se in codice!

«I nostri spettacoli vivono spesso una duplice vita: la mattina con gli studenti, la sera con gli spettatori a teatro» racconto alla giornalista di Cremona che ci intervista prima del nostro spettacolo.

«E fate tutto voi? Non avete tecnici o aiuti?» Domanda lei (prima dell’intervista è rimasta a guardarci per circa 20 minuti mentre preparavamo il palco e tutto il materiale tecnico).

«No, solo noi!» Rispondo io. Le spiego poi che lo facciamo per poter fare in modo che senza il costo di un tecnico lo spettacolo sia più accessibile… ma mentre continuo nella mia spiegazione logistica, ecco che quel numero mi torna alla mente: “457 Kg”…

Aspetta un secondo… Questo significa che oggi ad esempio (spettacolo al mattino e spettacolo serale) io e Mara abbiamo scaricato e caricato (per ben due volte) quattro quintali e mezzo di peso!!!

Aspetta un secondo…

Questo significa un totale di 1948 Kg!!!
Dio Santo!!!!

Ma chi te lo fa fare?!

Chi mai farebbe uno spettacolo sapendo di dover caricare e scaricare più di una tonnellata di peso ogni volta?!

Siete fuori di testa o cosa?!

Eppure quella fatica concreta, schietta… quel sudore accompagnato dall’affanno e dalle braccia che fanno male… è proprio tutto questo a fornirmi la risposta più chiara e meravigliosa alla domanda: “Ma chi te lo fa fare?!”

La risposta è: “lo facciamo per gli altri”!

Se non fossimo così maledettamente certi che quello che facciamo sia un servizio agli altri non avremmo mai la forza di stringere i denti e andare avanti. Se non fossimo così maledettamente certi che ci sia Qualcosa di più grande di noi che muove i nostri passi, quella sarebbe semplicemente fatica e nient’altro.

Perché – credetemi – è dura! La mole di lavoro è enorme a volte… eppure andiamo avanti con il sorriso sulle labbra. E so che molti di voi capiscono perfettamente quello che sto dicendo! Credere nel proprio lavoro, spaccarsi la schiena per la propria famiglia, sacrificarsi per i propri studenti… rompersi letteralmente il fondo schiena per qualcosa in cui crediamo, per un sogno, un progetto, un ideale…

Ma chi ve lo fa fare?!
Qualcuno disse che “È l’amore che muove le Montagne!”

Pensateci!

Se lo facessimo per noi, non dureremmo neppure un giorno.
Ma per gli altri sì!

Per gli altri questo e altro, molto altro, vero?
Sono le 6:40 in punto ed il sole brilla tra le colline delle nostre campagne romagnole…

Scaldate i muscoli, fate un po’ di stretching, sfregatevi le mani, mettetevi le cuffiette nelle orecchie e lanciate quella traccia che vi fa venire voglia di ballare!!!

Siete pronti? Noi lo siamo!

Due tonnellate?
Che cosa vuoi che siano!!!!

 

Photo by Cyril Saulnier on Unsplash ©

Marco Cortesi è attore e regista. Diplomato presso l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, sviluppa la sua produzione teatrale come attore monologante di teatro civile alternando il lavoro come autore e attore in tv (con il programma “Testimoni” per Rai Storia da lui ideato e interpretato). Tra i suoi lavori teatrali, nati da un’attenta indagine d’inchiesta, “Le donne di Pola”, monologo sulla guerra nella Ex- Jugoslavia con oltre 350 repliche, un libro ed un DVD, “L’Esecutore”, un documentario-teatrale in formato Libro+DVD sull’ultimo boia di Francia, scritto da Paolo Cortesi e liberamente ispirato ad una storia vera (Infinito Edizioni) e “La Scelta”, quattro storie vere dal conflitto di Bosnia basato sul libro “I Giusti nel Tempo del Male” della Dott.ssa Svetlana Broz (Ed. Erickson) ora un libro+DVD per Edizioni Erickson. E' inoltre autore e interprete dello spettacolo "Rwanda", monologo-testimonianza sulle vicende del genocidio rwandese. E' coautore e interprete del film "Rwanda", trasposizione cinematografica dell'omonimo spettacolo teatrale, presentato alla 75° Mostra del Cinema di Venezia in accordo con Le Giornate degli Autori. Il suo ultimo spettacolo "Die Mauer - Il Muro" sulla storia del Muro di Berlino è ora in tournée.

info@marco-cortesi.com

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