E’ solo un cane

Sono ormai due anni (o quasi) che ogni lunedì (o quasi) mi siedo alla tastiera del mio computer per buttare giù un pensiero, una riflessione in quello che con espressione moderna viene chiamato “blog”: strano neologismo che unisce le parole “bit” (l’unità di misura dei dati informatici) e “log” ovvero “diario”. Ho scritto di incontri, di personaggi e di storie… E un sottile filo conduttore univa ognuna di queste brevi pagine: il tema della lotta, della costanza, della perseveranza, della difesa dei diritti umani: grandi uomini e grandi donne capaci di combattere e lottare fino in fondo per costruire un mondo migliore di quello che avevano trovato alla nascita. Storie che uniscono lacrime e sorrisi, ferite e trionfi…

 

Perdonatemi se questo post è differente da tutti gli altri, ma concedetemi la libertà di scrivere su questo personale diario quello che penso e provo per davvero (nonostante l’assurdità di rendere “pubblico” qualcosa che come un diario dovrebbe invece restare “privato”).

 

Questo post è dedicato a Martina. Martina è il nostro cane, un bull terrier di nove anni, pazzo come un cavallo e capace con una scodinzolata di cancellare in un soffio preoccupazioni, ansie e angosce.

 

Non ho mai avuto un cane, ma da quando la mia strada si è incrociata con quella di Mara, un cane è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità. Non avevo scelta: “Se vuoi la ragazza, devi prenderti il cane” (potrebbe essere il titolo di un assurdo Western demenziale, non trovate?).

 

Chiunque non abbia mai avuto un animale domestico, mi capirà quando dico che la convivenza all’inizio non è stata facile. Figlio di un padre allergologo ho sempre creduto nell’insindacabile equazione cane=germi, per poi trovarmi un bel giorno a condividere con Martina spazi e tempo. Odio il suo pelo capace di moltiplicarsi per magia e giungere anche nel cassetto della biancheria, odio la sua abitudine canina di leccarsi meticolosamente le parti intime per poi saltare sul letto e svegliarti leccandoti sul volto, odio la sua capacità di distruggere qualsiasi cosa cada sul pavimento e finisca tra i suoi denti…

 

Eppure…

 

Eppure oggi io e Martina ci rispettiamo e sotto sotto ci vogliamo un gran bene. E io la invidio. La invidio terribilmente. E questo potrà sembrare assurdo, ma se possedete un cane o un gatto capirete cosa intendo.

 

Mi siedo al computer per scoprire di un attentato terroristico dall’altra parte del Mar Mediterraneo, sul tavolo della cucina bollette da pagare e commercialisti da saldare, il tutto all’interno di questa pazza corsa fatta di continui spostamenti, ambizioni, progetti dove ognuno sembra dirti che non vai bene così come sei, “perché non sei abbastanza, non sei ancora, non sei come…”

 

E poi stacco gli occhi dallo schermo e Martina “ronfa” al mio fianco sul suo enorme cuscino. Mai arrabbiata, mai preoccupata (è ovvio – diranno alcuni – lei non deve pensare a niente, ma la cosa è più semplice e complessa di così…). Martina è felice per la stessa pappa fatta di riso soffiato che mangia da anni. Martina adora la sua passeggiata attorno all’isolato anche se è sempre la stessa. Martina ti accoglie come se tu fossi un minatore appena uscito dalla Miniera di Marcinelle. Martina ama starti vicino. Se Mara piange, Martina comincia a fare il clown: le salta addosso e comincia a leccarle la faccia compulsivamente. «Non piangere!» sembra voler dire, «Guarda me e sorridi!». Martina non parla ma è capace di capire tante cose.

 

Martina è così maledettamente semplice e in pace con il suo mondo.

“Questo post è dedicato a Martina. Martina è il nostro cane, un bull terrier di nove anni, pazzo come un cavallo e capace con una scodinzolata di cancellare in un soffio preoccupazioni, ansie e angosce…”

So che è solo un cane, ma è stata capace di insegnarmi così tanto che forse queste poche righe non basteranno mai a saldare un debito di riconoscenza che è impossibile valutare.

 

So che è solo un cane e se non ne avete uno queste mie parole vi sembreranno solo i vaneggiamenti provocati dalle alte temperature di questa estate tropicale, ma accettatele così come sono.

 

Martina non ha cellulare, non ha computer e non ha un profilo su Facebook… Lei se ne frega di che cosa realizzerà della sua vita e di cosa gli altri pensano di lei. A lei va bene tutto, lei accetta tutto con pazienza e incoscienza. Lei non possiede niente eppure ha ogni cosa: ha la sua famiglia, le coccole dei nostri due nipotini, una ciotola con il suo nome e un cuscino sul quale dormire e un pupazzo di Peppa Pig al quale fare da mamma.

 

Martina si gira su di un fianco. Mi guarda. Scondinzola e sembra sorridere.
E mentre io torno al lavoro, lei riprende a fare quello che ama di più: dormire. Maledetta!
Grazie amica mia. Ti voglio bene.

 

“Gli animali che vivono una vita semplice e libera non muoiono di fame, fra loro non si trovano ricchi e poveri, chi mangia molte volte al giorno e chi non ha da sfamarsi; queste differenze esistono solo in mezzo agli uomini. E tuttavia continuiamo a crederci superiori agli animali.”
(M.K. Gandhi)

Marco Cortesi

Marco Cortesi è attore e regista. Diplomato presso l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, sviluppa la sua produzione teatrale come attore monologante di teatro civile alternando il lavoro come autore e attore in tv (con il programma “Testimoni” per Rai Storia da lui ideato e interpretato). Tra i suoi lavori teatrali, nati da un’attenta indagine d’inchiesta, “Le donne di Pola”, monologo sulla guerra nella Ex- Jugoslavia con oltre 350 repliche, un libro ed un DVD, “L’Esecutore”, un documentario-teatrale in formato Libro+DVD sull’ultimo boia di Francia, scritto da Paolo Cortesi e liberamente ispirato ad una storia vera (Infinito Edizioni) e “La Scelta”, quattro storie vere dal conflitto di Bosnia basato sul libro “I Giusti nel Tempo del Male” della Dott.ssa Svetlana Broz (Ed. Erickson) ora un libro+DVD per Edizioni Erickson. E' inoltre autore e interprete dello spettacolo "Rwanda", monologo-testimonianza sulle vicende del genocidio rwandese. E' coautore e interprete del film "Rwanda", trasposizione cinematografica dell'omonimo spettacolo teatrale. Il suo ultimo spettacolo "Die Mauer - Il Muro" sulla storia del Muro di Berlino è ora in lavorazione.

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