Eminem ha proprio ragione, ca**o!

Odio l’hip hop ma la verità è che non mi considero un esperto di alcun genere musicale quindi il mio giudizio non ha valore. Sono cresciuto con i Guns N’Roses nelle orecchie e ricordo la mattina di aprile quando il bassista della nostra piccola band mi disse: “Sai chi è morto?” Ed io: “No! Chi?” E lui: “Come chi? Kurt Cobain!”… ed io: “E chi è Kurt Cobain?”. Di lì a qualche giorno tutta la mia passione per il rock con influenze vagamente country venne sostituito da un amore viscerale per un gruppo chiamato “Nirvana” e mi fa sempre sorridere quando in giro per le scuole trovo ragazzine con la maglietta raffigurante lo smile con le crocette al posto degli occhi e la scritta “Nirvana” sotto. Io chiedo allora: “Conosci i Nirvana?” E lei: “No… ma mi piaceva la maglietta!”

 

Credo sia sempre così per ogni generazione: i propri idoli musicali scompaiono e vengono sostituiti da nuovi e così ci sentiamo spaesati di fronte al fatto che qualcuno di molto più giovane di noi neanche sappia chi erano i nostro eroi, coloro per i quali saremmo corsi in capo al mondo.

 

In apertura ho citato un genere a me poco congeniale, un movimento musicale che non ho mai capito fino in fondo: l’hip hop nelle sue gradazioni più o meno rap, più o meno crossover e cattive.

 

Una delle icone di questo genere – e ripeto: io di musica ci capisco meno che niente – è un signore chiamato Marshall Bruce Mathers, ma tutti lo conoscono come “Eminem”. Bene, c’è una canzone di Eminem, forse la sola, che adoro. Non tanto per la melodia, relativamente martellante e monotona come ogni buon brano hip hop, ma per il testo.

 

Quando possiamo dire a noi stessi “è così dura che ora posso arrendermi con dignità”?

 

La verità è che io non sono neppure un esperto di lingua inglese, ma è impressionantemente facile trovare oggi i versi di qualsiasi canzone conosciuta. Il brano si intitola “Till I colapse”. Cercatelo su YouTube e ascoltatelo. Quando sono giù, quando tutto sembra andare per il verso sbagliato, quella canzone è sempre capace di ribaltare ogni cosa.

 

Le strofe della canzone richiamano temi e storie comuni nelle canzone di Eminem: difficoltà familiari, un’infanzia difficile, ma quello che davvero mi fa riflettere si trova nel ritornello. La canzone si intitola “Fino a quando collasserò a terra” e come tante cose in lingua inglese, la traduzione in italiano è semplicemente assurda, ma so che saprete perdonare la scarsa eleganza della mia traduzione in simultanea.

 

Nel brano Eminem afferma che piuttosto che arrendersi di fronte alle sfide è necessario continuare a spingere e a lottare fino a quando letteralmente “le tue ossa non cadranno a pezzi”, perché – e continuo a citare – se ci arrendessimo non saremmo noi stessi e neppure avrebbe senso avere un nome.

 

Non sembra altro che un messaggio motivazionale accompagnato da un riff di chitarra, ma c’è qualcosa di più: nella canzone si riflette sul fatto che siamo disposti a lottare e a perseverare solo ed esclusivamente fino a quando NON farà male. Se oggi non stai bene, puoi non andare a scuola. Giusto? Facciamo parte di una società che rifiuta il sacrificio. Siamo pronti a perseverare e a credere in uno scopo, ma solo a condizione che non ci sia dolore. Appena fa male, allora la nostra resa, la nostra sconfitta, il mollare tutto è lecito e consentito. La verità? Non c’è quasi niente al mondo per cui valga la pena lottare che non richieda di mandare giù qualche bella cucchiaiata di dolore. Potrei usare altre espressioni, ma la più giusta è “dolore”, fisico, tangibile e fa un male cane e non lascia scampo.

 

Quando possiamo dire a noi stessi “è così dura che ora posso arrendermi con dignità”? Nel brano Eminem ci fornisce la risposta e imposta il limite: “Puoi mollare solo quando le tue ossa cadranno a pezzi!” Quindi: non potrai mollare mai! Mai! Sai cosa significa la parola “mai”, vero?

 

Oh mio Dio! Questo sì che è avere le PALLE! Questa è la migliore rappresentazione di coraggio e perseveranza che mi sia mai capitato di ascoltare e il bello è che c’è anche una musica di sottofondo!

 

Ascoltatevi il brano e dimenticate la mia penosa traduzione.
Quando fa male, stringete i denti e andate avanti, ok?
Fidatevi di Marshall.

No Comments

Post a Comment

X