Grazie Amnesty

“Non parteciperò mai ad una manifestazione contro la Guerra! Invitatemi però ad una manifestazione a favore della Pace ed io non mancherò!” – diceva Madre Teresa di Calcutta e nelle sue parole sta una profonda verità. Lo stesso opporsi a qualcosa, il lottare contro una situazione che non ci piace, il nostro ‘no’ ad un aspetto del nostro vivere che non condividiamo, presenta in sé i semi di uno strano meccanismo che finisce per ritorcersi contro di noi. In che senso? Provate a non pensare ad un elefante viola! Impossibile, vero? Ci avete già pensato, giusto? Beh, su per giù il meccanismo è lo stesso. Quanto più combattiamo contro qualcosa, tanto maggiore è l’energia che finiamo per trasmettere, consegnare, instillare nella stessa cosa alla quale vogliamo opporci.

 

La soluzione? Non è nel lottare contro qualcosa, ma nel battersi a favore del suo opposto. Un esempio: l’unico modo per contrastare il buio è la luce. Per contrastare la povertà ci vuole l’abbondanza. Per contrastare la sete è necessario un bicchiere d’acqua. Lo so, lo so che questa analisi sembra presa pari pari da un libro zen new-age, ma è solo la premessa ad una riflessione assolutamente intima e personale in merito alla mia ammirazione e stima per Amnesty International.

“Quanto più combattiamo contro qualcosa, tanto maggiore è l'energia che finiamo per trasmettere, consegnare, instillare nella stessa cosa alla quale vogliamo opporci…”

Amnesty è contro tante cose – questo è vero – Amnesty si oppone alla pena di morte, alla tortura, alle ingiustizie, alle discriminazioni, ma prima di tutto Amnesty lotta a favore dei diritti umani. Amnesty è pro diritti umani ed in questa semplice affermazione sta una grande forza. Il lavoro, l’impegno, il coraggio di Amnesty non è sostenuto dall’odio verso qualcosa, ma dall’amore verso qualcos’altro che va sotto il nome di “libertà e giustizia” e che – se realmente presente – annienta, annulla, annichilisce tutto ciò che “libertà e giustizia” non è.

 

Le mie possono sembrare frasi fatte (fin troppo sentimentali, scontate, semplicistiche), ma non è così. Amnesty International difende e lavora a favore dei diritti umani in tutte le nazioni del Mondo. E’ per questo – per questa luce che pervade il suo operato, per l’ottimismo, la positività, l’inarrestabile voglia di fare che pervade tutti i suoi attivisti – che la sua lotta è destinata inevitabilmente ad avere successo! Grazie Amnesty!

Marco Cortesi

Marco Cortesi è attore e regista. Diplomato presso l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, sviluppa la sua produzione teatrale come attore monologante di teatro civile alternando il lavoro come autore e attore in tv (con il programma “Testimoni” per Rai Storia da lui ideato e interpretato). Tra i suoi lavori teatrali, nati da un’attenta indagine d’inchiesta, “Le donne di Pola”, monologo sulla guerra nella Ex- Jugoslavia con oltre 350 repliche, un libro ed un DVD, “L’Esecutore”, un documentario-teatrale in formato Libro+DVD sull’ultimo boia di Francia, scritto da Paolo Cortesi e liberamente ispirato ad una storia vera (Infinito Edizioni) e “La Scelta”, quattro storie vere dal conflitto di Bosnia basato sul libro “I Giusti nel Tempo del Male” della Dott.ssa Svetlana Broz (Ed. Erickson) ora un libro+DVD per Edizioni Erickson. E' inoltre autore e interprete dello spettacolo "Rwanda", monologo-testimonianza sulle vicende del genocidio rwandese. E' coautore e interprete del film "Rwanda", trasposizione cinematografica dell'omonimo spettacolo teatrale. Il suo ultimo spettacolo "Die Mauer - Il Muro" sulla storia del Muro di Berlino è ora in lavorazione.

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