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Il motivo del nostro successo

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Il motivo del nostro successo

Il motivo non mi è ancora chiaro… Nel senso che ancora oggi non so spiegarmi esattamente il perché del successo di questo nostro nuovo spettacolo chiamato “Il Muro”. Uno spettacolo è un po’ come un brano musicale: alcuni sono fortunati, altri meno.

«Avete azzeccato l’argomento giusto» – afferma qualcuno con un sorrisetto accennato sul volto come a dire “avete avuto fortuna!”, ma la sua analisi non è corretta. I nostri spettacoli non nascono mai da considerazioni di opportunità, non potrebbero mai farlo.

Forse una serie tv, forse un blockbuster hollywoodiano può essere scritto con un manuale sotto braccio o una classifica dei temi più cool del momento, ma non uno spettacolo di teatro civile. I nostri spettacoli sono da sempre il racconto di un pezzetto della nostra vita.

Ogni spettacolo nasce da un viaggio, da un incontro: si tratta in sostanza della cronaca di un’esperienza che per noi ha rappresentato qualcosa di fondamentale. Eppure questo non toglie che “Il Muro” sia uno spettacolo fortunato, terribilmente fortunato: uno spettacolo amato, cercato e voluto, capace con quasi matematica certezza di riempire sale e teatri.

L’impatto emotivo sul pubblico è forte. Gli spettatori escono profondamente emozionati ed è così facile vedere persone commosse. La commozione però questa volta è quella bella, quella accompagnata da un sorriso grande come un arcobaleno e da un paio di occhi scintillanti.

Qual’è il segreto de “Il Muro”? Il segreto è che il nostro testo porta in scena storie di piccoli e grandi eroi, persone che hanno deciso ad un certo punto della loro esistenza di dire “basta!” Guardatevi attorno! Siamo circondati da una costante inondazione di cattive notizie. Ogni telegiornale, ogni quotidiano è spesso un lungo elenco di cattive notizie… Chiamatela “informazione” – e l’informazione di certo è importante – ma quanta di questa informazione è davvero necessaria? Quante delle oltre trenta pagine di un classico quotidiano ci permette effettivamente di capire di più, di comprendere meglio il mondo attorno a noi, di essere consapevoli del nostro presente? Quante invece di quelle trenta facciate sono un semplice rotocalco di brutte notizie?

Tempo addietro qualcuno tentò di realizzare un quotidiano contenente le migliaia di buone notizie che ci circondano ogni giorno, ma qualsiasi esperimento del genere non ha mai avuto grande fortuna.

Perché? Perché le buone notizie finiscono per starci antipatiche? Perché il mondo sembra essere così terribilmente attratto invece da quelle cattive?

Gli psicologi affermano che il motivo è semplice: una brutta notizia conferma che la nostra immobilità, l’incapacità di perseguire i nostri obiettivi e i nostri sogni hanno una chiara giustificazione, che le nostre personali, intime paure non possono essere vinte. Il mondo va a rotoli, giusto? Questo è il motivo per cui anche i miei sogni sono virtualmente irrealizzabili. Il mondo è un luogo troppo brutto ed ostile per permettermi di essere felice.

Le storie de “Il Muro” ci dimostrano invece che tutto questo non è vero. È comodo, certo! Ci permette di avere una inattaccabile, granitica giustificazione, certo! Ma tutto questo alla fine dei conti non è vero! Le storie de “Il Muro” rappresentano storie di persone semplici decise a tentare il tutto per tutto in nome dei propri sogni. Le storie de “Il Muro” ci svelano che anche noi possiamo fare lo stesso e che in gran parte gli ostacoli che ipotizziamo sul nostro cammino sono solo giustificazioni autoimposte e che il vero ostacolo è dentro e non fuori di noi.

È per questo che la gente esce commossa e felice.

Queste storie ci regalano qualcosa di prezioso e vitale (ed il Muro davvero non c’entra nulla): le nostre storie ci donano la libertà (freiheit) di essere tutto quello di cui siamo capaci. Ed io credo che in fondo sia proprio questo il vero motivo del nostro successo!

Marco Cortesi è attore e regista. Diplomato presso l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, sviluppa la sua produzione teatrale come attore monologante di teatro civile alternando il lavoro come autore e attore in tv (con il programma “Testimoni” per Rai Storia da lui ideato e interpretato). Tra i suoi lavori teatrali, nati da un’attenta indagine d’inchiesta, “Le donne di Pola”, monologo sulla guerra nella Ex- Jugoslavia con oltre 350 repliche, un libro ed un DVD, “L’Esecutore”, un documentario-teatrale in formato Libro+DVD sull’ultimo boia di Francia, scritto da Paolo Cortesi e liberamente ispirato ad una storia vera (Infinito Edizioni) e “La Scelta”, quattro storie vere dal conflitto di Bosnia basato sul libro “I Giusti nel Tempo del Male” della Dott.ssa Svetlana Broz (Ed. Erickson) ora un libro+DVD per Edizioni Erickson. E' inoltre autore e interprete dello spettacolo "Rwanda", monologo-testimonianza sulle vicende del genocidio rwandese. E' coautore e interprete del film "Rwanda", trasposizione cinematografica dell'omonimo spettacolo teatrale, presentato alla 75° Mostra del Cinema di Venezia in accordo con Le Giornate degli Autori. Il suo ultimo spettacolo "Die Mauer - Il Muro" sulla storia del Muro di Berlino è ora in tournée.

info@marco-cortesi.com

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