La notte prima

Portare lo spettacolo nelle scuole è sempre una sfida; la notte che precede lo spettacolo non passa mai tranquilla. Ad oggi sono più di cento le mattinate dedicate ai ragazzi: professionali, licei, tecnici, scuole medie… Insomma lo spettacolo è rodato, di solito riceve ottimi commenti, i ragazzi seguono con attenzione ed estremo interesse… Eppure il timore rimane ogni volta: e se li perdiamo, e se ciò che diciamo non li interessa?

 

Lo studente, diciamo noi, è un pubblico “anticipatamente ostile”; va a teatro perché lo decide la scuola, lo decidono i prof, perché fa parte del programma, perché è educativo… sotto sotto, non lo sceglie mai liberamente. Non è insomma come il pubblico serale, sempre interessato, partecipe, attento, educato nello stare in silenzio fino alla fine; lo studente è sincero, verace, quelli (solo in apparenza) “più pericolosi” entrano in sala con l’occhiale scuro, il cappuccio della felpa “tirato su”, si siedono e ti guardano come a volerti dire: – Qualunque cosa dirai io non ti ascolterò mai! –

 

E se a spettacolo iniziato la questione non catturerà il suo interesse, hai davvero i minuti contati. Ecco li vedi: si alzano, vanno in bagno, chiacchierano con il vicino, ridono, giocano con il telefono. La notte che precede lo spettacolo non passa mai tranquilla.

 

Lo spettacolo inizia, serve qualche minuto prima di entrare nel vivo del racconto, qualche minuto prima di catturare la loro attenzione, ma poi per una strana formula alchemica di suoni e parole quello che ci aspettiamo succede, succede sempre. Possono essere 100, 200, 300 o 400 ragazzi attenti ad ascoltare una storia quasi dimenticata, una storia di cui non si parla mai, una storia raccontata nelle ultime pagine di un noioso libro di storia, 400 ragazzi attenti, immobili, rivolti verso una voce, verso un insieme di parole, rivolti con occhi vivi ad ascoltare una storia vera per davvero.

“400 ragazzi attenti, immobili, rivolti verso una voce, verso un insieme di parole, rivolti con occhi vivi ad ascoltare una storia vera per davvero…”

L’attenzione che riceviamo dai ragazzi è lo stimolo più grande per continuare a fare questo lavoro non sempre facile e divertente come può sembrare. Sapere che in quel silenzio si prepara il terreno per lasciare un seme per quanto piccolo sia, è la nostra più grande soddisfazione, la più grande speranza che il nostro lavoro abbia davvero un senso.

 

Scontato quanto mai vero e troppo spesso dimenticato, il nostro futuro sono proprio quei ragazzi e ragazze, futuri politici, agricoltori, dirigenti, operai, medici, padri e madri, che si prenderanno cura di ciò che sarà il domani, sono loro che più di tutti hanno la possibilità e la volontà di cambiare ciò che non piace, ciò che non sembra giusto, ciò che se diverso potrebbe rendere questo nostro mondo un posto migliore.

Marco Cortesi

Marco Cortesi è attore e regista. Diplomato presso l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, sviluppa la sua produzione teatrale come attore monologante di teatro civile alternando il lavoro come autore e attore in tv (con il programma “Testimoni” per Rai Storia da lui ideato e interpretato). Tra i suoi lavori teatrali, nati da un’attenta indagine d’inchiesta, “Le donne di Pola”, monologo sulla guerra nella Ex- Jugoslavia con oltre 350 repliche, un libro ed un DVD, “L’Esecutore”, un documentario-teatrale in formato Libro+DVD sull’ultimo boia di Francia, scritto da Paolo Cortesi e liberamente ispirato ad una storia vera (Infinito Edizioni) e “La Scelta”, quattro storie vere dal conflitto di Bosnia basato sul libro “I Giusti nel Tempo del Male” della Dott.ssa Svetlana Broz (Ed. Erickson) ora un libro+DVD per Edizioni Erickson. E' inoltre autore e interprete dello spettacolo "Rwanda", monologo-testimonianza sulle vicende del genocidio rwandese. E' coautore e interprete del film "Rwanda", trasposizione cinematografica dell'omonimo spettacolo teatrale. Il suo ultimo spettacolo "Die Mauer - Il Muro" sulla storia del Muro di Berlino è ora in lavorazione.

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