La Paura – Verità #2

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Partirò con un esempio! – mi sono detto prima di iniziare questo nuovo post sulla paura. Racconterò qualcosa di me… Vi posso assicurare che la vera difficoltà è scegliere un episodio che sia più significativo degli altri. È come entrare in un gigantesco supermercato. Ho migliaia e migliaia di ricordi legati alla paura, perché la verità nuda e cruda è che ho paura di una valanga di cose. Ma partiamo dal principio…

L’idea era giunta in maniera quasi del tutto casuale, ma come spesso avviene nella mente di un ossessivo-compulsivo come me essa era diventata una mania, un progetto così totalizzante da diventare un’ossessione. Altro che “scimmia”! Sulle mie spalle era seduto un gigantesco gorilla e continuava a colpirmi in testa.

Il progetto si chiamava “Testimoni”, una serie di brevi monologhi di argomento storico nati per raccontare pagine del nostro passato. L’idea era quella di farli diventare la colonna vertebrale di una serie televisiva. In sostanza: un programma per la tv. Al mio fianco avevo uno scrittore di enorme talento (che la fortuna ha voluto sia anche uno strettissimo parente, mio zio Paolo Cortesi).

E in quel progetto avevo deciso di investire gran parte dei miei risparmi. L’homebanking esisteva già ma non a tal punto da permettere ai miei genitori di avere un controllo sulle mie personali finanze. Tradotto in parole più semplici: senza che nessuno se ne accorgesse stavo prosciugando il mio già misero conto per finanziare una puntata zero, una demo di quello che sarebbe stato il programma che avevo in mente.

Prima di proseguire tenete bene a mente un dettaglio importante: non lavoravo in tv, non avevo contatti… l’appartamento romano nel quale abitavo insieme ad altri 4 studenti neppure ce l’aveva la tv (si era rotta e la padrona di casa continuava a promettere un nuovo apparecchio che non arrivava mai).

Convinto di avere tra le mani un cavallo vincente, pagai di tasca mia una vera e propria troupe televisiva (circa una dozzina di persone), affittai un teatro di posa, pagai per il noleggio di tutte le attrezzature, per la creazione di costumi e scenografie… e realizzai una “puntata zero”. Il titolo? “Testimoni – Le Voci della Storia”.

Immaginate ora di avere tra le mani il telecomando di un vecchio videoregistratore VHS e mandate avanti il nastro alla massima velocità. Dodici mesi più tardi mi trovavo seduto sul letto della mia stanza con una videocassetta in mano contenente il frutto del lavoro di un anno… Accanto a me il mio cellulare (un vecchio Alcatel azzurro) ancora caldo per una lunga telefonata che sapeva di pianti e di rabbia… I miei avevano scoperto l’ammanco nelle mie casse. Avevo tradito la loro fiducia, avevo speso così tanto, senza avere alcuna garanzia… Loro non capivano, non riuscivano a comprendere come avessi potuto essere così stupido!

Seduto su quel letto sapevo che avevano ragione.

La mia consapevolezza di aver fatto una gran bella cazzata era ufficializzata dal fatto che nonostante decine di email, tentativi di un contatto telefonico, raccomandate postali… nessuno aveva risposto alla mia proposta di dare un’occhiata al mio nastro, al frutto di così tanto lavoro. Nessuno aveva neppure aperto le mie email… Seduto su quel letto stringevo così forte il mio pugno da sentire le mie unghie conficcarsi nel palmo.

Ascoltate la vostra rabbia, perché sta tentando di dirvi qualcosa di importante” – parola di Julia Cameron, un’altra scrittrice che mi ha cambiato la vita.

Ora prendete il telecomando del VHS e premete fast-forward. Vi accorgerete di essere arrivati alla parte giusta quando vedrete la scena di un ragazzo che cammina lungo una strada del quartiere Nomentano (Roma Nord) vestito come un ballerino di tango (nel tentavo di essere “elegante”), con una valigetta in mano (quasi fosse un agente dell’FBI).

Mentre camminavo in una mattinata grigia come cenere sentivo il cuore battermi così veloce da picchiare come un tamburo in fondo alle orecchie. Avevo perso e lo avevo fatto in maniera plateale. Ma un’ultima possibilità rimaneva… ne avevo parlato ad amici e colleghi. La risposta? «Dimmi che non lo farai per davvero! È una cazzata cosmica! Non servirà a niente!»

Verità #2

PRIMA VIENE IL FARE E POI LA PAURA SE NE ANDRA’

Mia madre dice che è una caratteristica che ho preso da mia nonna. Si chiamava Adriana ed era una gran donna. La più testarda che sia mai esistita. È lei che mi ha insegnato che alcune volte appoggiare la testa al muro e cominciare a spingere cercando di buttarlo giù quel muro può NON essere una scelta sbagliata. Perché? Perché a forza di sbatterla, la testa, forse una buona idea può venirti per davvero!

Così decisi di tentare il tutto per tutto. So che non vi sembrerà un granché, ma posso assicurarvi che si trattò di una delle esperienze più ansiogene della mia vita. Sapevo dove stavano gli Studi RAI di Roma Nomentano. Il mio autobus ci passava davanti ogni giorno: la sbarra di entrata, la security, un mare di gente che entrava ed usciva, macchine dai vetri oscurati, troupe stracariche di telecamere e microfoni… Senza un pass non potevi neppure avvicinarti.

Per rendere breve una storia che comincia ad essere già fin troppo lunga, mi ritrovai in fila di fronte ai tornelli di entrata. Un signore vestito da poliziotto privato mi chiese da dietro un vetro blindato: «Dica!» Ed io semplicemente dissi la verità: «Avrei un programma tv da proporre». Ricordo ancora l’espressione di quello mentre mi guardava da sopra le lenti degli occhiali da vista.

«Cosa?!»

Ed io di nuovo sentendomi sprofondare in un baratro di imbarazzo e vergogna: «Ho un programma da proporre alla RAI»

Il tipo si mette a ridere. Uno dei suoi colleghi giunge in supporto: «Che c’è?»
«Ce sta un regazzino che dice che c’ha un programma da proporre alla RAI!» Fece l’altro ridendo e componendo il numero di un interno.

Strano ma vero dall’altra parte qualcuno disse semplicemente: «Lasciatelo passare»

Così nacque Testimoni e collezionò 20 puntate e due serie tv su Rai Storia… e fu la prima volta che nel bar degli Studi Tv di RAI Nomentano un barista (che sarebbe diventato un amico) vide un ragazzo vestito da ballerino di tango mangiare un cornetto alla Nutella con lacrime di gioia lungo le guance. Il cornetto era l’umile sostituto di una bottiglia di champagne che non potevo permettermi.

•••

Ma che c’entra tutta ‘sta storia con la seconda verità sulla paura secondo la dottoressa Jeffers? Presto detto! La seconda verità dice:

L’unico modo per smettere di avere paura è fare quello di cui si ha paura. prima viene il “fare” e solo dopo “la paura se ne va”. Mai l’opposto.

Camminando verso gli Studios quel giorno, mentre guardavo un gruppo di vigilantes che si prendeva gioco di me, mentre esponevo di fronte ad una redazione riunita in blocco la mia idea pregandoli: “Date un’occhiata alla videocassetta! Solo 10 secondi, vi scongiuro!”… in tutta quella serie di momenti ho provato una valanga di emozioni: disagio, imbarazzo, ansia, persino umiliazione…

Ma sapete una cosa?

Neanche un grammo di paura! Neanche uno!

Prima viene il “fare” e solo dopo “la paura se ne va” – parola della Dott.ssa Jeffers.

«Lasciatelo passare» disse qualcuno dall’altra parte dell’interfono.
Ed io passai.

Hi, I'm Marco Cortesi

Marco Cortesi è attore e regista. Diplomato presso l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, sviluppa la sua produzione teatrale come attore monologante di teatro civile alternando il lavoro come autore e attore in tv (con il programma “Testimoni” per Rai Storia da lui ideato e interpretato). Tra i suoi lavori teatrali, nati da un’attenta indagine d’inchiesta, “Le donne di Pola”, monologo sulla guerra nella Ex- Jugoslavia con oltre 350 repliche, un libro ed un DVD, “L’Esecutore”, un documentario-teatrale in formato Libro+DVD sull’ultimo boia di Francia, scritto da Paolo Cortesi e liberamente ispirato ad una storia vera (Infinito Edizioni) e “La Scelta”, quattro storie vere dal conflitto di Bosnia basato sul libro “I Giusti nel Tempo del Male” della Dott.ssa Svetlana Broz (Ed. Erickson) ora un libro+DVD per Edizioni Erickson. E' inoltre autore e interprete dello spettacolo "Rwanda", monologo-testimonianza sulle vicende del genocidio rwandese. E' coautore e interprete del film "Rwanda", trasposizione cinematografica dell'omonimo spettacolo teatrale. Il suo ultimo spettacolo "Die Mauer - Il Muro" sulla storia del Muro di Berlino è ora in tournèe.

http://www.marco-cortesi.com

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