La Paura – Verità #3

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Ne abbiamo parlato nei nostri precedenti post ed ora torniamo all’attacco e di certo vorrete perdonarmi per la pausa che questo blog ha avuto durante le vacanze natalizie. Eccoci quindi tornare “a bomba” con il nostro inquietante e liberatorio viaggio nel mondo della paura.

Si chiama Susan Jeffers ed era una celebre psicologa americana (Google mi ha appena svelato che Susan si è spenta nel 2012 e questo sinceramente mi rattrista… Circa mezzo secondo per scoprire che una persona alla quale avrei voluto scrivere una mail di ringraziamento nel mio inglese insicuro è morta da cinque anni… Triste e inquietante allo stesso tempo, non trovate! Grazie, Google, per rendere la realtà così impietosamente reale!)

Ma torniamo al lavoro di Susan (che – dovunque sia in questo istante – ringrazio con profonda gratitudine). Susan ha dedicato gran parte della sua vita allo studio di una delle emozioni più ancestrali e potenti: la paura. È grazie ad essa che l’essere umano ha potuto sopravvivere durante epoche oscure in cui la nostra stessa esistenza era messa in pericolo da predatori famelici… Oggi le mostruose fiere di una volta non esistono più, ma la paura continua a paralizzarci rovinando la nostra esistenza e rendendoci fragili e impotenti.

Bene, la dottoressa Jeffers ha scoperto che la paura seppure potente e apparentemente invincibile, se conosciuta e studiata, può essere sconfitta. La paura in fondo è un’emozione che nella sua forza dirompente contiene il suo stesso Tallone di Achille: la paura è banale, stupida, semplice, prevedibile… e perciò con un po’ di allenamento ed un briciolo di pratica nella partita tra Paura e Ragione, quest’ultima può portare a casa una facile vittoria!

Quindi, Ladies and Gentlemen, bando alla ciance! Procediamo spediti verso la Terza Verità sulla Paura secondo la Dottoressa Susan Jeffers. Una verità illuminante nella sua semplicità, confortante nella sua banalità…

Verità n°3 sulla paura

Non solo io, ma chiunque sperimenta la paura ogni volta che si trova in un territorio sconosciuto.

Tradotta in altri termini: tutti hanno paura, proprio tutti.

Avete presente quel collega in ufficio che sembra essere sempre a suo agio, sempre con la battuta pronta? Avete presente quella ragazza che sembra la versione femminile di Tony Manero, sempre sicura si sé, sempre impeccabile su tacco 12 e push-up? Avete presente quel ex compagno di classe che sembra aver trovato il bandolo della matassa e conduce una vita così perfetta da apparire presa in prestito dalla sceneggiatura di una sit-com americana?

Bene, tutti loro – ma proprio tutti – hanno paura!

La paura è il sentimento più comunista e democratico che esista (anche se non sempre le due parole sono andate a braccetto, come ci insegna la storia), non fa differenze e distinzioni e di fronte ad essa siamo tutti maledettamente uguali.

Questo vi renderà meno paurosi? Il conoscere questa terza verità migliorerà la vostra esistenza? Forse no, ma anche gli antichi romani lo avevano intuito: “mal comune mezzo gaudio”. L’accorgerci in buona sostanza che non siamo gli unici “sfigati” del pianeta ci permette di sentire un liberatorio senso di sollievo, così confortante da rasentare – parola degli Antichi – il “gaudio” ovvero la piena felicità.

Ora, questa nuova verità sulla paura porta con sé una riflessione importante e prima di terminare questo nuovo blog post lasciate che io vi conduca in quest’ultimo ragionamento, rubato paro paro dal testo della dottoressa Jeffers.

Tutto nasce da una domanda: se è vero che tutti abbiamo paura, perché alcune persone ci sembrano aver raggiunto così tanto nella vita rispetto a noi? Perché alcuni hanno successo e altri no? Di certo questo vi spingerà a pensare che in ballo ci sia la fortuna, il destino e un Fato favorevole. Il nostro cervello giustificherà il tutto adducendo favoritismi, botte di sedere, nepotismi e grandi occasioni che “loro” hanno avuto e noi no.

Ora, se da una parte la Fortuna gioca sempre un ruolo importante nelle vicende della vita, questa nuova verità sulla paura ci permette di trovare una risposta concreta alla domanda: “perché loro sì ed io no?”

Chi ce l’ha fatta semplicemente continua a mettere in pratica il principio fondamentale espresso dalla Dottoressa Jeffers: prova paura – ogni singola volta – ma va avanti lo stesso – ogni singola volta – facendo esattamente quello di cui ha paura. Geniale, non trovate?

È come trovarsi davanti ad un bivio (miliardi di volte lungo tutta la nostra esistenza): una strada fa paura ma sale verso la cima del monte e sappiamo che lungo questa strada potrebbero esserci pericoli ed ostacoli, l’altra appare tranquilla e pacifica con belle panchine di legno ai lati, ma vi basta un’occhiata per capire che il sentiero non sale… il sentiero semplicemente non porta da nessuna parte! E indovinate che cosa fa la maggior parte della gente? Imbocca esattamente questo secondo sentiero! Si siede su una delle panchine e guarda la cima del monte chiedendosi perché mai il Destino sia stato così crudele nel non permetterci di essere già lassù!

Se vogliamo di più, dobbiamo per prima cosa essere di più e appena ci avventuriamo in un territorio nuovo e sconosciuto ecco che la paura giunge a paralizzarci invitandoci a fare una bella inversione a “U” e a ritornare sui nostri passi.

Il segreto? Quel sentimento che vi stringe lo stomaco è proprio il segnale che state facendo un passo in avanti, che quella che avete innanzi è una strada nuova che vi permetterà di avvicinarvi alla cima del monte.

Sentite la paura ma andate avanti lo stesso, ok?
Tanto alla fine dei conti tutti, ma proprio tutti, sono messi come voi!
Quindi tanto vale provarci, non trovate?

Hi, I'm Marco Cortesi

Marco Cortesi è attore e regista. Diplomato presso l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, sviluppa la sua produzione teatrale come attore monologante di teatro civile alternando il lavoro come autore e attore in tv (con il programma “Testimoni” per Rai Storia da lui ideato e interpretato). Tra i suoi lavori teatrali, nati da un’attenta indagine d’inchiesta, “Le donne di Pola”, monologo sulla guerra nella Ex- Jugoslavia con oltre 350 repliche, un libro ed un DVD, “L’Esecutore”, un documentario-teatrale in formato Libro+DVD sull’ultimo boia di Francia, scritto da Paolo Cortesi e liberamente ispirato ad una storia vera (Infinito Edizioni) e “La Scelta”, quattro storie vere dal conflitto di Bosnia basato sul libro “I Giusti nel Tempo del Male” della Dott.ssa Svetlana Broz (Ed. Erickson) ora un libro+DVD per Edizioni Erickson. E' inoltre autore e interprete dello spettacolo "Rwanda", monologo-testimonianza sulle vicende del genocidio rwandese. E' coautore e interprete del film "Rwanda", trasposizione cinematografica dell'omonimo spettacolo teatrale, presentato alla 75° Mostra del Cinema di Venezia in accordo con Le Giornate degli Autori. Il suo ultimo spettacolo "Die Mauer - Il Muro" sulla storia del Muro di Berlino è ora in tournèe.

http://www.marco-cortesi.com

Comment (1)

  1. Claudio

    gennaio 5, 2018 at 7:54

    Tutto vero, come vera è la paura.
    La spinta più forte della paura è il desiderio, che è quello che ci porta a fare, nonostante la paura.
    Perché nasce il desiderio? Non so, oguno in momenti diversi, è mosso da desideri diversi.
    Sarà la voglia di far sopravvivere qualcosa a noi, o semplicemente godere del viaggio che il desiderio ci farà attraversare, e alla fine ci farà stare bene.

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