Non sei nessuno

Chissà, magari un giorno le cose andranno diversamente… magari un giorno la gente si stancherà di questo ritornello o forse io ci avrò fatto a tal punto l’abitudine da non meravigliarmene più e ascoltare queste parole con la più algida e distaccata indifferenza come se non fossi lì, come se non mi riguardassero e ad altri fosse stata posta la domanda.

 

Trascini una valigia dal nord al sud della penisola e anche oltre, porti nei teatri e nelle piazze storie capaci di emozionare e far riflettere platee sempre più vaste, recensioni positive appaiono sui giornali, in libreria l’ultimo spettacolo è ora un libro+dvd che vende bene… insomma va tutto come dovrebbe andare eppure sei destinato – e credo di non essere l’unico – ad essere il comune target di una comune italianissima domanda.

 

“E la fiction? Fai niente in TV?”

 

E io lì a rispondere con una falsa umiltà che nasconde la mia insofferenza a questa abituale domanda: “No, niente! Ci ho passato un bel po’ di tempo in quel mondo, ma ora ho trovato la mia strada e resto fedele ad essa!”. “Ma è vero che eri nel cast di (segue il nome di una fiction nazional-popolare italiana)?” “Sì è vero. Ma è stato tanto tempo fa!”. “E non farai più niente? Non ti manca?”. Gli occhi del mio interlocutore brillano, sembra eccitato e nervoso allo stesso tempo. Se confermerò le sue aspettative, mi trasformerò in una sorta di strana sindone che finalmente lui/lei potrà toccare, sfiorare e raccontare ad altri di aver toccato e sfiorato (con un briciolo di invidia da parte degli astanti).

“Insomma va tutto come dovrebbe andare eppure sei destinato - e credo di non essere l'unico - ad essere il comune target di una comune italianissima domanda…”

– “Sai che ho conosciuto Marco Cortesi?”
– “E chi c***o è Marco Cortesi?”

– “Ma come non ricordi? Era nel cast di …..!”
– “Davvero?!”

– “Davverooo!!!!”
– “Che invidia! Ti sei fatta fare l’autografo?”

E’ così che dovrebbero andare le cose, ma le mie risposte rompono l’idillio.

“Quindi fai solo teatro?”
“Non proprio! Teatro vuol dire un sacco di cose”

Segue un sorriso di comprensione ed uno sguardo di lieve superiorità che cela il sentore di una saggezza più profonda da parte del mio interlocutore che in cuor suo sa bene che “Se non sei lì (lì in TV), non sei nessuno!”

Ecco io non sono nessuno. Non sono il giovane divo che ti aspetti. E non lo sarò mai. Ho scelto un’altra strada. Mi dispiace non incarnare il vostro – non mio – surrogato di “15 minutes of Fame”, ma la vetta che ho deciso di scalare porta un altro nome e non la scritta (ormai scolorita dal tempo) “Cinecittà”. Ma non temete! Continuate a fare tutte le vostre domande!

Marco Cortesi

Marco Cortesi è attore e regista. Diplomato presso l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, sviluppa la sua produzione teatrale come attore monologante di teatro civile alternando il lavoro come autore e attore in tv (con il programma “Testimoni” per Rai Storia da lui ideato e interpretato). Tra i suoi lavori teatrali, nati da un’attenta indagine d’inchiesta, “Le donne di Pola”, monologo sulla guerra nella Ex- Jugoslavia con oltre 350 repliche, un libro ed un DVD, “L’Esecutore”, un documentario-teatrale in formato Libro+DVD sull’ultimo boia di Francia, scritto da Paolo Cortesi e liberamente ispirato ad una storia vera (Infinito Edizioni) e “La Scelta”, quattro storie vere dal conflitto di Bosnia basato sul libro “I Giusti nel Tempo del Male” della Dott.ssa Svetlana Broz (Ed. Erickson) ora un libro+DVD per Edizioni Erickson. E' inoltre autore e interprete dello spettacolo "Rwanda", monologo-testimonianza sulle vicende del genocidio rwandese. E' coautore e interprete del film "Rwanda", trasposizione cinematografica dell'omonimo spettacolo teatrale. Il suo ultimo spettacolo "Die Mauer - Il Muro" sulla storia del Muro di Berlino è ora in lavorazione.

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