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Rwanda porta a casa un 8 pieno

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Rwanda porta a casa un 8 pieno

È una delle riviste online di settore più seguite e stimate: si tratta di CineClandestico, testata di critica cinematografica tra le più autorevoli del panorama web. È perciò per noi un vero onore ricevere una recensione firmata da Stefano Cocciache assegna a Rwanda un meraviglioso 8 pieno!

E voi che aspettate?

Di seguito un breve estratto che vi invitiamo a completare attraverso la lettura integrale sul sito di CineClandestino.

Già lo scorso anno, con l’ottimo Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi di Marco Martinelli, si era visto quanto l’intersecarsi del linguaggio cinematografico e di quello teatrale potesse risultare efficace, al momento di far rivivere sullo schermo certe drammatiche pagine di Storia contemporanea. Di fronte a Rwanda abbiamo riprovato in qualche misura quelle emozioni. Vedendo peraltro superato, a livello artistico, un più alto coefficiente di difficoltà: se nel caso dei tormentati trascorsi del popolo birmano non si contano poi, a livello cinematografico, tante pietre miliari, il genocidio del Ruanda ha beneficiato almeno sul grande schermo di ben altre attenzioni. Dal fondamentale Hotel Rwanda di Terry George al dolente Sometimes in April di Raoul Peck, per arrivare poi alla parentesi africana del monumentale documentario dedicato all’opera del fotografo brasiliano Sebastião Salgado e diretto da Wim Wenders in collaborazione col figlio dell’artista, Juliano Ribeiro Salgado, ovvero Il sale della terra.

In Rwanda il regista si è riallacciato al lavoro teatrale di Marco Cortesi e Mara Moschini, coi quali si è intanto creato un bel sodalizio artistico, per portare sullo schermo alcune accorate testimonianze del dramma ruandese, in particolare le allucinanti vicende cui in parallelo andarono incontro Augustin, giovane operaio Hutu, e Cecile, maestra di scuola elementare appartenente invece all’etnia Tutsi. Fermo restando poi che questa rigida divisione etnica, come viene giustamente affermato nel film, rispecchiava in origine una più blanda suddivisione in gruppi sociali diversi ed è quindi da considerarsi tra le tante storture portate dalla dominazione belga, da quel loro approccio coloniale particolarmente cinico, distruttivo e feroce, che qui come anche in Congo ha generato tanti orrori.

Marco Cortesi è attore e regista. Diplomato presso l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, sviluppa la sua produzione teatrale come attore monologante di teatro civile alternando il lavoro come autore e attore in tv (con il programma “Testimoni” per Rai Storia da lui ideato e interpretato). Tra i suoi lavori teatrali, nati da un’attenta indagine d’inchiesta, “Le donne di Pola”, monologo sulla guerra nella Ex- Jugoslavia con oltre 350 repliche, un libro ed un DVD, “L’Esecutore”, un documentario-teatrale in formato Libro+DVD sull’ultimo boia di Francia, scritto da Paolo Cortesi e liberamente ispirato ad una storia vera (Infinito Edizioni) e “La Scelta”, quattro storie vere dal conflitto di Bosnia basato sul libro “I Giusti nel Tempo del Male” della Dott.ssa Svetlana Broz (Ed. Erickson) ora un libro+DVD per Edizioni Erickson. E' inoltre autore e interprete dello spettacolo "Rwanda", monologo-testimonianza sulle vicende del genocidio rwandese. E' coautore e interprete del film "Rwanda", trasposizione cinematografica dell'omonimo spettacolo teatrale, presentato alla 75° Mostra del Cinema di Venezia in accordo con Le Giornate degli Autori. Il suo ultimo spettacolo "Die Mauer - Il Muro" sulla storia del Muro di Berlino è ora in tournée.

info@marco-cortesi.com

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