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Un altro SoldOut

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Un altro SoldOut

«State riempiendo un teatro dietro l’altro! Deve essere un periodo fortunato per voi!» Esclama il collega che ci raggiunge al termine di uno dei nostri spettacoli a bordo palco. Ho l’impressione in queste occasioni che la domanda nasconda un sottotesto non troppo celato: «Non ho ancora capito quale sia il vostro segreto…» sembra affermare «ma di certo avete scovato un trucchetto interessante per richiamare gente, vero?»

I miei dubbi vengono confermati dalla seconda domanda che quasi sempre segue la prima: «Ma chi è che vende i vostri spettacolI?»… che tradotta in altro modo potrebbe significare: «Chi è che vi spinge? A quale potente vi siete votati?… perché insomma – guardiamoci negli occhi – in questo Paese funziona così!»

«A dire il vero non c’è nessun impresario… Siamo sempre e solo noi due! Non saprei spiegarti esattamente il perché… Sì, è vero… È un periodo “fortunato”… »

Questa mia risposta allora viene presa con un sorriso di sufficienza, una veloce stretta di mano, un saluto e il vago sentore che l’altro (l’amico, il collega, il conoscente) stia pensando: “Raccontamene un’altra, bello!”

È vero: inspiegabilmente, inaspettatamente i nostri spettacoli cominciano ad avere lo strano potere di riempire i teatri, ma – fidatevi – noi non c’entriamo nulla! L’unico vero dettaglio del quale possiamo essere orgogliosi è la testarda ossessione di continuare a fare quello che avevamo deciso sarebbe stata la nostra missione: rendere le persone più consapevoli. Il vero merito è dei testimoni, delle loro meravigliose storie di coraggio e determinazione.

Sono queste storie a compiere il miracolo! In mezzo ad una quotidianità dove la negatività ci circonda in una spirale di autocommiserazione e rabbia, queste storie ci sbattono in faccia la verità: siamo più forti (e buoni) di quanto osiamo immaginare! Se Peter, Hans, Gina, Ibro, Dunja, Ramisa sono stati capaci di gesti di tale coraggio, ecco che noi non abbiamo più scuse…

Siamo più grandi, generosi e potenti di quanto ci fanno credere, di quanto abbiamo cominciato a credere anche noi stessi.

Sono spettacoli che giungono come un pugno nello stomaco… ma solo in apparenza. Le nostre storie arrivano come un brivido che ti spinge a guardare alla tua vita e a decidere di cambiare.

La gente esce scossa dal teatro stracolmo… ma esce felice.
Un altro SOLDOUT ancora una volta.
È solo un periodo fortunato, giusto?

 

Photo by Pier Paolo Longo ©

Marco Cortesi è attore e regista. Diplomato presso l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, sviluppa la sua produzione teatrale come attore monologante di teatro civile alternando il lavoro come autore e attore in tv (con il programma “Testimoni” per Rai Storia da lui ideato e interpretato). Tra i suoi lavori teatrali, nati da un’attenta indagine d’inchiesta, “Le donne di Pola”, monologo sulla guerra nella Ex- Jugoslavia con oltre 350 repliche, un libro ed un DVD, “L’Esecutore”, un documentario-teatrale in formato Libro+DVD sull’ultimo boia di Francia, scritto da Paolo Cortesi e liberamente ispirato ad una storia vera (Infinito Edizioni) e “La Scelta”, quattro storie vere dal conflitto di Bosnia basato sul libro “I Giusti nel Tempo del Male” della Dott.ssa Svetlana Broz (Ed. Erickson) ora un libro+DVD per Edizioni Erickson. E' inoltre autore e interprete dello spettacolo "Rwanda", monologo-testimonianza sulle vicende del genocidio rwandese. E' coautore e interprete del film "Rwanda", trasposizione cinematografica dell'omonimo spettacolo teatrale, presentato alla 75° Mostra del Cinema di Venezia in accordo con Le Giornate degli Autori. Il suo ultimo spettacolo "Die Mauer - Il Muro" sulla storia del Muro di Berlino è ora in tournée.

info@marco-cortesi.com

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