Una bella storia davvero

“Puttana, cicciona, povera racchia…” sono solo alcune delle esclamazioni che si sentono distintamente nel video. La lingua però non è l’italiano, ma un americano dalle vocali larghe e l’inflessione tipicamente newyorkese.

 

Collezionare e raccontare storie è quello che faccio di lavoro. E allora questa storia, che un amico ha voluto condividere su Facebook, vale davvero la pena di essere raccontata.

 

Karen è una donna di 68 anni. Il suo lavoro è quello di bus monitor ovvero un’addetta incaricata dalla scuola di assistere i trasferimenti di studenti sullo scuolabus e accertarsi che tutto proceda nel modo giusto. Nel video Karen indossa una maglietta azzurra e un paio di pantaloni beige. È una signora dalle forme rotonde e il suo aspetto è assolutamente nella norma. Una nonna dai capelli bianchi e dallo sguardo simpatico.

 

Nel filmato ripreso da un cellulare, Karen se ne sta seduta pacificamente al suo posto guardando fuori dal finestrino. L’autobus è uno di quelli che si vedono in tanti film d’oltreoceano. La città è Greece, Stato di New York. All’improvviso sulla destra dell’inquadratura entra il volto di un ragazzino – avrà circa 15 anni – che sorride guardando verso l’obiettivo.

 

Non ci vuole una laurea per capire quello che sta per avvenire. I ragazzini sull’autobus hanno preso di mira l’anziana signora e per una decina di minuti (il video ne registra solo una parte) prendono in giro Karen con una serie infinita di insulti. All’inizio ridono tra loro eccitati cercando di non farsi sentire dalla donna, poi gradualmente le offese si fanno dirette, esplicite, aggressive. Il gruppo di adolescenti si infiamma ed il resto dell’autobus resta a guardare mentre uno di loro filma il tutto.

 

Karen cerca all’inizio di ignorare le offese. Poi tenta di difendersi. Le sue parole sono educate… Non sa rispondere alle volgarità che il gruppo di bulli le vomita addosso. Ad un certo punto uno di questi allunga la mano per afferrarle il braccio – «Lurida troia cicciona» – , Karen si ritrae spaventata. I suoi occhi ora sono pieni di lacrime. Nessuno sull’autobus interviene. I ragazzi agiscono indisturbati per tutto il tempo della corsa, filmano il tutto e poi postano il video su YouTube. In pochi giorni il video colleziona centinaia di migliaia di visualizzazioni. I piccoli spacconi gongolano della loro gloria virtuale.

 

Ma non è il comportamento vergognoso dei ragazzini a spingermi a condividere questa storia… Quello che mette i brividi – brividi di gioia e orgoglio questa volta – è quello che avvenne dopo. Perché questa è una storia che finisce bene. Bene per davvero.

 

Max è un ragazzo ucraino che vive a Toronto. Max naviga su internet e un bel giorno il video di Karen gli finisce davanti agli occhi. Max continua a guardarlo e riguardarlo per decine di volte. Il momento più forte, quello che gli fa stringere i pugni dalla rabbia, è quando si distinguono gli occhi di Karen chiaramente bagnati di lacrime… Ma Max sa bene che aggiungere il suo commento indignato a quello dei tanti che su YouTube prendono giustamente le difese della povera Karen non servirebbe a nulla.

 

L’idea di Max è semplice: Karen non ha altro che il modestissimo stipendio del suo lavoro di accompagnatrice scolastica e non è mai riuscita a fare una vacanza in tutta la sua vita. Ecco l’idea! Max posta una campagna di crowfunding (ossia una raccolta di offerte) con la quale propone al popolo della rete di contribuire alla raccolta di 5000 dollari con i quali regalare una vacanza a Karen, la prima vera vacanza della sua vita!

 

La vacanza non cancellerà gli abusi subiti da Karen, ma questa volta – dice Max – è il pensiero che conta. Il pensiero conta in tutti i sensi: “Facciamo vedere a Karen che il mondo è differente. Facciamo vedere a Karen che le persone buone esistono per davvero!”.

“Ma non è il comportamento vergognoso dei ragazzini a spingermi a condividere questa storia... Quello che mette i brividi - brividi di gioia e orgoglio questa volta - è quello che avvenne dopo. Perché questa è una storia che finisce bene. Bene per davvero…”

Max agisce d’istinto. Posta la campagna sul web e poi spegne il computer. L’entusiasmo nei giorni seguenti si spegne in fretta. “Nessuno risponderà all’appello… In fondo a chi mai potrebbe interessare questa storia?!” – pensa Max, convinto che la sua proposta cadrà nel vuoto. Forse chiunque al suo posto lo avrebbe pensato.

 

Ma le cose sarebbero andate diversamente.

 

30 giorni esatti dopo l’inizio della campagna, la piattaforma di crowdfunding spedisce a Max una mail. Gli occhi di Max scorrono le righe della lettera: “la somma di 5000 dollari è stata raggiunta” – viene riportato su una riga. E su quella sotto: “La somma è stata superata”.

 

Superata?! Come superata? Che cosa significa “superata”?

 

Il progetto “Regaliamo a Karen la vacanza della sua vita!” aveva raccolto in 30 giorni esatti non 5000 dollari ma la sorprendete cifra di 703.168 dollari, quasi un milione di dollari che gente comune aveva deciso di donare liberamente per testimoniare la propria vicinanza ed il proprio supporto!

 

Karen ha potuto fare la sua vacanza… Ma con il denaro raccolto ha anche dato il via ad un’associazione che dal 2012 si occupa di contrastare il fenomeno del bullismo negli Stati Uniti d’America.

 

Nel filmato in cui le consegnano l’assegno, Karen si mette a piangere, ma questa volta le sue lacrime sono differenti.

 

«Thank you» – continua a ripetere imbarazzata.
Thank you.

Scopri la storia di Karen
Marco Cortesi

<p>Marco Cortesi è attore e regista. Diplomato presso l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, sviluppa la sua produzione teatrale come attore monologante di teatro civile alternando il lavoro come autore e attore in tv (con il programma “Testimoni” per Rai Storia da lui ideato e interpretato). Tra i suoi lavori teatrali, nati da un’attenta indagine d’inchiesta, “Le donne di Pola”, monologo sulla guerra nella Ex- Jugoslavia con oltre 350 repliche, un libro ed un DVD, “L’Esecutore”, un documentario-teatrale in formato Libro+DVD sull’ultimo boia di Francia, scritto da Paolo Cortesi e liberamente ispirato ad una storia vera (Infinito Edizioni) e “La Scelta”, quattro storie vere dal conflitto di Bosnia basato sul libro “I Giusti nel Tempo del Male” della Dott.ssa Svetlana Broz (Ed. Erickson) ora un libro+DVD per Edizioni Erickson. E’ inoltre autore e interprete dello spettacolo “Rwanda”, monologo-testimonianza sulle vicende del genocidio rwandese. E’ coautore e interprete del film “Rwanda”, trasposizione cinematografica dell’omonimo spettacolo teatrale. Il suo ultimo spettacolo “Die Mauer – Il Muro” sulla storia del Muro di Berlino è ora in lavorazione.</p>

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