Contro di loro costruitelo il Muro!

PIN

Piccolo comune nella campagna attorno a Novara. Tre ore di allestimento e poi saremo di nuovo in scena con lo spettacolo “Il Muro”. La location questa volta è un bel teatro annesso ad una parrocchia che brulica di vita. Il campetto da basket è pieno di un arcobaleno di bambini che giocano. Un arcobaleno in tutti i sensi: bianchi, neri, color caffé e cioccolata… Un arcobaleno di genitori e parenti chiacchierano seduti sulle panchine a lato del campo.

L’atmosfera è rilassata, felice… come solo un sabato pomeriggio può esserlo. “Oggi è sabato” – diceva il mitico Pino – “Domani non si va a scuola!”

Io e Mara siamo indaffarati attorno al nostro furgone mentre scarichiamo il materiale tecnico aiutati dai ragazzi che ci hanno chiamato questa sera: un gruppo di giovani pieni di energia e di voglia di fare.

Mentre la soundtrack dei bimbi che giocano felici accompagna l’allestimento, un gruppo di tre vecchiette si avviano lungo il passaggio che affianca il campo da basket. Sono appena uscite dalla Messa prefestiva e si dirigono verso l’esterno della parrocchia.

Tre signore attempate, i capelli cotonati di parrucchiere, la borsetta, il maglioncino leggero ed una serie di particolari che ti fanno capire che sono parte della “Novara bene”… (E che sia Novara è solo un caso).

Incuriosite dal nostro affaccendarsi si fermano a fianco del furgone. Una delle tre, probabilmente la più propensa ad attaccare bottone, mi fa un gran sorriso e poi mi chiede:

«Che cosa fate questa sera?»
«Uno spettacolo, signora!»
«Uno spettacolo su cosa?» Chiede lei mentre tiene le mani giunte sulla vita con un fare signorile.
«Uno spettacolo sul Muro di Berlino»

Pausa.
La signora guarda le sue compagne. Il sorriso se ne va, poi in una singolare coreografia si voltano tutte e tre verso il campetto da basket dove i bimbi felici rincorrono una palla rossa.

La signora si volta verso di me. Le labbra bagnate di saliva e il battito cardiaco in accelerazione e l’indice puntato verso una famiglia africana in bellissimi e colorati vestiti tradizionali…

«È contro quelli che dovreste fare un Muro! Contro quelli laggiù!»

Le due compagne annuiscono e le tre si allontanano nella formazione a triangolo con la quale sono arrivate.

E improvvisamente quel piccolo angolo di paradiso dove ognuno era felice semplicemente delle rondini che attraversano il cielo, del cagnolino che abbaia, del bimbo che spinge il fratellino su di un passeggino rosa, del fatto che oggi è solo sabato…

Tutto questo se ne va.

Grazie a questa donna con un rosario in borsetta (un rosario che probabilmente non dovrebbe trovarsi lì dentro) è come se un secchio di vernice grigia fosse stato gettato su di un quadro di rara bellezza.

E se solo ne avessi il coraggio fermerei la signora perché un mare di domande ora riempiono la mia testa…

Le vorrei chiedere quale danno quei bambini o i loro genitori hanno effettivamente arrecato alla sua esistenza?
Vorrei chiederle in cosa la loro presenza ha reso la sua vita meno agiata o sicura?
Vorrei chiederle quante persone hanno perso il lavoro o non l’hanno trovato a causa di un ragazzo nigeriano che raccoglie pomodori in nero (dato che il padrone “bianco” non è intenzionato a metterlo in regola)?
Vorrei chiederle in che cosa consiste l’invasione?
Vorrei chiederle quale versione del Vangelo sia quella che tiene ora nella borsetta e che senso abbia quel filo di perle con un crocifisso alla fine…

Vorrei chiederle tante tante cose…

Poi guardo il bimbo africano che gioca a spingere il fratellino sul passeggino rosa. Lui non ha sentito niente… Quelle parole non hanno sfiorato il suo orecchio… ed è meglio così.

Mi chiedo che diritto abbia quella donna di rovinare tutto questo…
La risposta?
Nessuno.

•••

Avete mai notato come il nostro cervello ci sorprenda a volte?! Nei momenti meno opportuni ecco che ci salta alla mente un ricordo che magari non c’entra nulla… ed in quell’istante mentre la signora si allontana con le amichette al fianco io penso al buon Aldo di “Aldo, Giovanni e Giacomo” e ad una delle scene più memorabili dell’indimenticabile “Tre uomini e una gamba“!…

E che cavolo c’entra?!
Ed io che ne so!

Hi, I'm Marco Cortesi

Marco Cortesi è attore e regista. Diplomato presso l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, sviluppa la sua produzione teatrale come attore monologante di teatro civile alternando il lavoro come autore e attore in tv (con il programma “Testimoni” per Rai Storia da lui ideato e interpretato). Tra i suoi lavori teatrali, nati da un’attenta indagine d’inchiesta, “Le donne di Pola”, monologo sulla guerra nella Ex- Jugoslavia con oltre 350 repliche, un libro ed un DVD, “L’Esecutore”, un documentario-teatrale in formato Libro+DVD sull’ultimo boia di Francia, scritto da Paolo Cortesi e liberamente ispirato ad una storia vera (Infinito Edizioni) e “La Scelta”, quattro storie vere dal conflitto di Bosnia basato sul libro “I Giusti nel Tempo del Male” della Dott.ssa Svetlana Broz (Ed. Erickson) ora un libro+DVD per Edizioni Erickson. E' inoltre autore e interprete dello spettacolo "Rwanda", monologo-testimonianza sulle vicende del genocidio rwandese. E' coautore e interprete del film "Rwanda", trasposizione cinematografica dell'omonimo spettacolo teatrale, presentato alla 75° Mostra del Cinema di Venezia in accordo con Le Giornate degli Autori. Il suo ultimo spettacolo "Die Mauer - Il Muro" sulla storia del Muro di Berlino è ora in tournèe.

http://www.marco-cortesi.com

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