Ed ora? Ora aspettiamo

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Mio nonno era falegname. Nella sua vita ha costruito di tutto: sedie, tavoli, armadi, addirittura violini (ma quelli solo per passione). Mio nonno era un falegname di vecchio stampo, vecchia scuola imparata in bottega, facendo la gavetta al servizio di un artigiano più vecchio («Comportati bene o te ne resti a casa!» era l’avvertimento… e mio nonno a casa non poteva restarci. C’era bisogno anche del suo aiuto nella magra economia domestica).

La mattina nonno si alzava presto. Si faceva la barba. Indossava pantaloni con bretelle, una camicia bianca sempre stirata, a volte addirittura la cravatta e su tutto un camice blu scuro con le tasche. Nel corpetto un vecchio orologio con catenella e cassa in metallo.

Iniziava a lavorare alle 7:40 spaccate e alle 12:30 era di nuovo a casa per il pranzo. Due ore di pausa e poi di nuovo in laboratorio.

Ed io adoravo vederlo lavorare. Non era solo la sicurezza dei gesti, la conoscenza di tecniche che per me erano assolutamente misteriose… era la cura che riponeva in ogni azione. E mentre lo osservavo alzandomi in punta di piedi per arrivare all’altezza del tavolo, la magia avveniva sempre: un semplice pezzo di legno si trasformava in qualcosa di inimmaginabile, qualcosa che mai avresti visto in quel materiale così umile e grezzo.

«Che cosa costruiamo oggi, nonno?» chiedevo io.
«Stai a vedere…» rispondeva lui con un sorriso.

Avete mai osservato un vero artigiano al lavoro? Vi siete mai trovati ad ammirare quei gesti ripetuti migliaia di volte e ad accorgervi di avere la bocca spalancata come quella di un bambino di fronte ad un enorme acquario pieno di pesci rossi?

Questo ero io con mio nonno.
Un bambino di otto anni ammagliato dall’arte di un vero artigiano.

Mio nonno mi ha insegnato che cosa significhi amare davvero la propria arte. E un vero artigiano vi dirà che la tecnica è importante, ma solo fino ad un certo punto, che gli strumenti sono fondamentali, ma solo fino ad un certo punto, che la materia prima è tutto, ma solo fino ad un certo punto.

Un vero artigiano vi insegnerà che ciò che conta davvero è l’amore.
E l’amore non è destrezza, abilità o passione… il vero amore è “pazienza”.

•••

Immaginatevi una sera d’autunno e un bambino. Al suo fianco un uomo dai capelli bianchi mentre lima un pezzo di legno. Lo fa con precisione e movimenti ritmici e lenti.

Su tutto l’odore pungente del caffè: un’enorme moka da 12 adagiata su di un piccolo sotto pentola nel mezzo del tavolo. Il vecchio uomo intinge un pennello nella tazzina e poi lo fa scorrere con cura sul legno.

«È così che diamo il colore al violino…» sussurra, mentre il bambino lo guarda con la bocca aperta.

E l’uomo non sta semplicemente facendo scorrere delle setole su di una superficie, sta accarezzando quello che è già un violino anche se ancora nessuno sa vederlo.

Adagia il pezzo di legno su di un panno, lava il pennello e si toglie il camice da lavoro. Il violino ancora non esiste. È solo qualcosa di informe che del violino non ha neppure le sembianze.

«Ed ora?» chiedo io impaziente, bambino di 8 anni.
«Ora aspettiamo» risponde lui.

«Come “aspettiamo”?!» incalzo io con l’ansia di vederlo finito, pronto e concluso quel violino colorato con il caffè, di sentirne il suono in quell’istante, di poterlo stringere tra le mani subito…

La risposta del nonno allora era sempre la stessa:
«Ora dobbiamo aspettare perché le cose importanti hanno bisogno di tempo»

Nonno spegneva le luci e abbassava la serranda del laboratorio. Mi prendeva per mano e camminavamo insieme verso casa.

Non dimenticherò mai quelle parole: «Le cose importanti hanno bisogno di tempo».

•••

Ve ne siete accorti?

Non sappiamo più aspettare.

Abbiamo dimenticato la virtù della pazienza, del sapere attendere…
Vogliamo tutto e lo vogliamo subito, adesso. Lo pretendiamo, lo esigiamo di diritto.

Abbiamo scordato che le cose grandi, quelli importanti, hanno bisogno di tempo e di tempo hanno bisogno anche i nostri sogni o i nostri affetti.

E quando ci accorgiamo che il violino è ancora solo un pezzo di legno, che non ci sono trucchi che possano trasformarlo in uno strumento con uno schiocco di dita, ecco che lasciamo cadere a terra lo scalpello accovacciandoci in un lato della stanza, scoraggiati, tristi, rabbiosi, lamentandoci di tutto, incolpando ogni cosa per l’ingiustizia subita.

Ma le cose non cambieranno. Semplicemente non lo faranno, Ci lamenteremo, pestando i piedi per terra… ma il pezzo di legno resterà un pezzo di legno.

Il segreto? Innamoratevi di quel legno, assaporatene l’odore, sentitene la superficie ruvida sotto le vostre dita, ascoltate il suono della lima, del battere ritmico del martello, del fruscio del pennello bagnato…

Donate a quel pezzo di legno un po’ del vostro tempo.
Il tempo! È il tempo a fare la differenza! In tutte le cose che contano.

Imparate ad attendere e avrete il violino più bello del mondo.

•••

«Ed ora?»
«Ora aspettiamo perché le cose importanti hanno bisogno di tempo»

Hi, I'm Marco Cortesi

Marco Cortesi è attore e regista. Diplomato presso l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, sviluppa la sua produzione teatrale come attore monologante di teatro civile alternando il lavoro come autore e attore in tv (con il programma “Testimoni” per Rai Storia da lui ideato e interpretato). Tra i suoi lavori teatrali, nati da un’attenta indagine d’inchiesta, “Le donne di Pola”, monologo sulla guerra nella Ex- Jugoslavia con oltre 350 repliche, un libro ed un DVD, “L’Esecutore”, un documentario-teatrale in formato Libro+DVD sull’ultimo boia di Francia, scritto da Paolo Cortesi e liberamente ispirato ad una storia vera (Infinito Edizioni) e “La Scelta”, quattro storie vere dal conflitto di Bosnia basato sul libro “I Giusti nel Tempo del Male” della Dott.ssa Svetlana Broz (Ed. Erickson) ora un libro+DVD per Edizioni Erickson. E' inoltre autore e interprete dello spettacolo "Rwanda", monologo-testimonianza sulle vicende del genocidio rwandese. E' coautore e interprete del film "Rwanda", trasposizione cinematografica dell'omonimo spettacolo teatrale. Il suo ultimo spettacolo "Die Mauer - Il Muro" sulla storia del Muro di Berlino è ora in tournèe.

http://www.marco-cortesi.com

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