Grazie Imana

Le riprese sono finite. Due anni di preparazione. Una campagna di crowdfunding lunga quattro mesi. Oltre sei settimane di riprese. 26 membri troupe. 31 attori. 315 comparse… Un progetto che fin dal principio in tanti hanno definito “visionario”, “irrealizzabile”, “troppo ambizioso”. Molti aggettivi riassumibili in un unico concetto: “Quanto state cercando di fare è impossibile!”

 

Eccoci invece alla fine. Le riprese sono terminate e quello che noi stessi abbiamo tante volte ritenuto impossibile è qui davanti a noi. “Rwanda” è qui ed è più bello, forte, dolce, emozionante e avvincente di quanto avessimo mai immaginato.

 

«Come ci siete riusciti?» – ci chiedono in tanti.
«Come avete trovato le risorse per realizzare un vero film?»

 

Io tento allora di spiegare, ma il mio racconto diviene presto il riassunto di tanti eventi incredibili, sincronicità inaspettate, inspiegabili coincidenze che hanno permesso in modi apparentemente miracolosi che tutto andasse per il verso giusto e che un aiuto giungesse ogni volta che ce n’era bisogno.

 

Ma la verità è un’altra. Una verità che ho sempre avuto timore di svelare per paura di essere preso per matto… Ma ora è giunto il momento.

 

C’è stato qualcosa di più grande di noi in questa avventura chiamata “Rwanda” e chiunque abbia visitato il nostro set lo ha avvertito. Non eravamo soli. C’era Qualcosa o Qualcuno… Ed era qualcosa di più grande della somma di ognuno dei noi.

 

•••

 

Josephine è una anziana donna di 72 anni. Ci racconta con composto dolore di come abbia perso praticamente tutta la sua famiglia durante i tristi fatti del genocidio rwandese. La voce di Josephine è dolce e il suo volto è la mappa di tante primavere con al centro due occhi accesi e luminosi come quelli di una bambina di sette anni.

 

Io e Mara raccontiamo a Josephine del nostro spettacolo e del sogno – assurdo, stupido, irrealizzabile – di trasformarlo in un film, un vero e proprio film per il cinema.

 

Gli occhi di Josephine si illuminano di lacrime scintillanti.

 

«Sarebbe bellissimo!» – esclama lei interrompendomi.

 

Mi piacerebbe rispondere al suo sorriso con altrettanto entusiasmo, ma il mio sguardo si abbassa e la mia espressione si fa tesa e impacciata… Josephine se ne accorge.

 

Io continuo sussurrando: «Non ce la faremo mai. Realizzare un film è impossibile… Josephine, non abbiamo la forza, il denaro, le conoscenze…»

 

Josephine scuote la testa, poi allunga la sua mano afferrando quella di Mara e la mia.

 

«Cominciate! Al resto penserà Imana!» – sussurra lei con gli occhi socchiusi.
«Imana?!» – domando io confuso.

 

« Imana è lo spirito della nostra gente. Imana è padre e madre, è terra e cielo… Imana sa quello che è giusto… Cominciate! A tutto il resto penserà lui!» – prosegue Josephine come se le sue parole fossero le più logiche e scontate del mondo. Io la guardo continuando a pensare a quanto sarebbe bello se lei avesse ragione.

 

Il problema è che Josephine aveva davvero ragione.

 

•••

 

Imana è stato al nostro fianco fin dall’inizio di questa avventura.
Imana non ci ha mai abbandonato anche quando tutto sembrava girare per il verso sbagliato.

 

Qualcuno è stato sempre con noi, qualunque sia il suo nome. Datemi del “matto”, ma questo è esattamente quello che è avvenuto.

 

Questo film è ora una realtà. Ancora qualche settimana e quando anche il montaggio sarà terminato, anche voi potrete scoprire il frutto del nostro impegno.

 

“Rwanda” è il lavoro, l’amore e la passione di decine e decine di persone.

 

Un film per celebrare la forza dell’animo umano, la dignità di ogni persona di qualsiasi provenienza, religione e colore. Questo è un film per onorare l’eroe che si nasconde in ognuno di noi.

 

Benvenuto “Rwanda”.

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