Questo non è uno spettacolo sui muri

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«Questo non è uno spettacolo sui muri» – così rispondo alla giornalista che mi intervista in radio. Avverto subito la sua delusione nonostante io non veda il suo volto e lei non veda il mio.

“Il Muro”, il nostro nuovo spettacolo di teatro civile, inizia la sua avventura e le richieste di repliche ci hanno sommerso come un’onda. Felici e spaventati (quasi una replica ogni 36 ore) eccoci di nuovo sul nostro furgone intenti a calcare un palcoscenico dopo l’altro. Scuole, teatri, associazioni… “Il Muro” tocca una piazza dietro l’altra e noi non potremmo esserne più felici.

Eppure…

Eppure «Questo non è uno spettacolo sui muri oggi nel mondo» ripeto alla giornalista. Comprendo la sua delusione. Cerco allora con tutta la pazienza di cui sono capace di spiegarle che questo è voluto.

Messico, Palestina, Marocco, Cipro… secondo gli osservatori internazionali sono oltre 72 i grandi muri oggi nel mondo. Se nel 1961 quando venne costruito, il Muro di Berlino diventava la settima grande barriera costruita dall’uomo, oggi esso non è che un ricordo che quasi impallidisce di fronte a muri così vasti da poter essere visti addirittura dalla luna.

3,60 metri di altezza, lunghezza 156,4 Km, 300 torri di avvistamento, 10.000 soldati di pattuglia, 259 cani da guardia, 20 bunker… per attraversarlo quasi 1200 persone pagarono con la propria vita (se consideriamo nel calcolo anche tutte le vittime della frontiera intra-tedesca)… Gli spettatori rimangono allibiti di fronte a questi dati, ma la verità nuda e cruda è che il Muro di Berlino è solo un pivello, un adolescente impacciato e insicuro, una matricola se messo a confronto con i grandi muri oggi nel mondo, quelli che rappresentano lo stato dell’arte della frontiera, della barriera, del limite invalicabile.

La barriera israeliano-palestinese guarda il Muro di Berlino dall’alto: cosa sono 3 metri e mezzo se messi a confronto con gli 8,5 metri di cemento armato che tagliano Gerusalemme a metà? 156 chilometri di lunghezza non sono niente rispetto ai progetti per una barriera, quella tra Messico e USA, che misurerà 8500 chilometri.

“Uno spettacolo per riflettere sui Muri che esistono ancora oggi nel mondo”: così intitola la rubrica spettacoli del giornale locale che annuncia la nostra replica. Non me la prendo: l’attualità è un forte traino – specie per un giornale, ma questo spettacolo “non parla di muri”.

“Parla di noi” continuo mentre dall’altro capo del telefono la giornalista si fa più silenziosa.

«Il nostro spettacolo parla di un Muro che viene prima di tutti gli altri e ne è forse la causa e la vera origine. È questo il Muro che Peter, Hans, Gina, Sabine, Gunther, Holger ci hanno svelato! Un Muro costruito da noi non contro altri, ma contro noi stessi. È quel Muro che ci allontana da tutto quello che vorremmo davvero essere… È il Muro che ci separa dai nostri sogni… È quello che ci fa essere insoddisfatti, rabbiosi, che ci fa trascinare di giorno in giorno lungo esistenze che non ci soddisfano, professioni che odiamo, ore, giorni, settimane, mesi e anni che buttiamo al vento… Il nostro spettacolo non parla dei Muri che sono là fuori, parla del Muro che sta qui dentro»

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«Warum? Perché hai tentato di scavalcare il Muro, Holger?»
82 anni, ex-professore di matematica con la passione per i numeri, Holger ha perso un figlio di 17 anni mentre nel 1973 tentava di scavalcare il Muro a sud di Berlino.
“Perché?! Ganz Einfach! Semplice” Für einen Traum! Per un sogno!

Hi, I'm Marco Cortesi

Marco Cortesi è attore e regista. Diplomato presso l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, sviluppa la sua produzione teatrale come attore monologante di teatro civile alternando il lavoro come autore e attore in tv (con il programma “Testimoni” per Rai Storia da lui ideato e interpretato). Tra i suoi lavori teatrali, nati da un’attenta indagine d’inchiesta, “Le donne di Pola”, monologo sulla guerra nella Ex- Jugoslavia con oltre 350 repliche, un libro ed un DVD, “L’Esecutore”, un documentario-teatrale in formato Libro+DVD sull’ultimo boia di Francia, scritto da Paolo Cortesi e liberamente ispirato ad una storia vera (Infinito Edizioni) e “La Scelta”, quattro storie vere dal conflitto di Bosnia basato sul libro “I Giusti nel Tempo del Male” della Dott.ssa Svetlana Broz (Ed. Erickson) ora un libro+DVD per Edizioni Erickson. E' inoltre autore e interprete dello spettacolo "Rwanda", monologo-testimonianza sulle vicende del genocidio rwandese. E' coautore e interprete del film "Rwanda", trasposizione cinematografica dell'omonimo spettacolo teatrale. Il suo ultimo spettacolo "Die Mauer - Il Muro" sulla storia del Muro di Berlino è ora in tournèe.

http://www.marco-cortesi.com

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